Il Cotto è un materiale che per essere legato strettamente all’evoluzione della nostra civiltà, riesce a mantenere un rapporto costante con le soluzioni architettoniche di ogni epoca. Il cotto, che può anche definirsi la semplicità assoluta, argilla acqua e fuoco, diviene così per l’edilizia e il rivestimento un archetipo, un punto stabile di riferimento. Manufatti etruschi e romani prima, rinascimentali e contemporanei poi, ne sono la testimonianza. Per questo il cotto dura sempre e piace sempre. Inoltre il cotto ha una virtù, che divide con pochi grandi vini: invecchiando migliora. Migliora nel colore, nella superficie, nella tonalità: diviene un elemento indissolubile con cui la casa crea un’atmosfera unitaria ed armonica, piacevole a viversi.
L'azienda nasce nel 1961 e dà un contributo significativo alla ricostruzione dell'Italia del dopo guerra. E' una fornace che produce tutto ciò che può servire per una casa in laterizio. Nel corso degli anni si specializza: cotto per pavimenti e copertura Romana. Il cotto in varie tipologie rispettose della tradizione ed all'avanguardia. La copertura Romana in diverse versioni cromatiche per ben adattarsi alle esigenza dei borghi antichi, ed anche in versione moderna, la giubileo ad incastro.
Oggi, alle soglie del nuovo secolo, rinnovata negli impianti, punta alla nuova sfida, il rispetto dell'ambiente. Materie prime solo naturali, emissioni ridotte, rigoroso controllo della qualità. Un cammino sempre teso all'eccellenza.
La ricerca e l’impegno coniugati con i nuovi impianti e le nuove tecnologie hanno così prodotto un risultato estetico di notevole spessore, mai disgiunto da una ricerca costante di qualità che passa attraverso standard molto rigorosi.
In questo contesto l’azienda ha recepito la qualificazione di ISO 9001.
È il cotto più apprezzato, di aspetto non uniforme, superficie rustica, che si caratterizza per quella colorazione rosa caldo che si ritrova nei palazzi e nelle piazze di Toscana.
È il cotto che appare diverso, per colore, superficie e solidità. Il colore rosa stonalizzato, luminoso e caldo al tempo stesso, fa trasparire un sapore d’antico.
Un cotto che si ispira a quello fatto a mano, con il quale traccia una linea di continuità, ma del quale è, al tempo stesso, un’alternativa. La superficie, mossa e sofferta, ma singolarmente piacevole al tatto, ha una trama irregolare, mai ripetitiva. Il peso è un’altra caratteristica. Non a caso il “Cotto de’Calanchi” comunica un gran senso di solidità: un cotto fatto per durare, sempre.
Una cromia così particolare ed inconfondibile che è divenuta come una firma di un momento della storia dell’architettura, quello splendido ed irripetibile del Rinascimento toscano. Si ottiene, arrotando a crudo, la superficie della mattonella per mettere così in evidenza la miscela di terre forti, la “grana” del cotto appunto.
Ubicato in un’oasi verde in mezzo ad olivi secolari, dove l’aria profuma di cipressi ed erbe selvatiche, troverete il Sole del Chianti un casale centenario, da tempo proprietà della famiglia Fusi e in nome della calorosa accoglienza Chiantigiana saranno a disposizione degli ospiti 3 appartamenti con idromasaggio Jacuzzi e 4 camere doppie, accesso Internet, cassaforte, telefono e TV satellitare. Per quanto riguarda i nomi degli appartamenti della Casa Vacanze, richiamano i nomi assegnati ai campi delle proprietà vicine.
Prodotto con miscela di galestro selezionata, il Cotto Antico richiama tutto il sapore della tradizione del cotto fatto a mano: superficie mossa, colore rosa stonalizzato, su cui brilla la silice della sabbia.
Il fondo di posa per l’interno ha come caratteristica principale la perfetta planarità. Le piastrelle in cotto saranno posate sul massetto con calce idraulica o malta di calce a presa pozzolatica e, nel caso gli spessori non consentano queste due tecniche, si utilizzerà colla adatta. Nel caso di pavimentazione esterna, il sottofondo di posa ha bisogno di maggiori attenzioni: deve avere un buon drenaggio per evitare accumuli di umidità e una pendenza dell’1% o maggiore.
Nella fase dell’imboiaccatura, a pavimentazione finita, togliere la boiacca in eccesso prima che sia secca e lavare con acqua e acido. Prevedere, in esterno, giunti di dilatazione ogni 4/5 metri lineari di cotto. Pratigliolmi declina ogni responsabilità per i pavimenti montati in esterno che siano stati trattati con idrorepellenti, impermeabilizzanti o altro. Maggiori dettagli sul lavaggio e sulla manutenzione del pavimento in cotto, potrete trovarli nella sezione del “Trattamento”.
Quando e come si fa il trattamento? Deve aver inizio circa un mese dopo la posa del cotto “a malta” e una settimana se il cotto è posato a colla. Tre sono le operazioni: lavaggio, impermeabilizzazione e ceratura finale. Vediamole da vicino.
Solo il lavaggio, evitate assolutamente impermeabilizzazione e ceratura. Nessun reclamo e nessuna contestazione saranno accettate per pavimenti trattati in esterno.
Il lavaggio serve a togliere completamente gli eventuali residui di cemento e di quant’altro si può formare nel corso dei lavori successivi per la finitura della casa. Si versi in un secchio 3 parti di acqua e una di acido o si utilizzino prodotti specifici, che si trovano facilmente in commercio. È bene usare guanti di gomma - la soluzione è acida - e strofinare il pavimento o con una paglietta acrilica o con uno spazzolone e straccio. È opportuno che la soluzione acida non stia molto a lungo sul cotto - non più di mezz’ora -. Sciacquare dunque la parte trattata con acqua abbondante, per eliminare l’effetto acido, ed asciugare con uno straccio. Nel caso di ambienti grandi, è consigliabile eseguire il lavaggio in due o più parti separatamente. L’operazione è così conclusa. Prima di passare alla fase successiva, accertarsi che il pavimento sia ben asciutto. Ci vorrà, d’estate o nel caso si possa scaldare l’ambiente, circa una settimana. Qualche giorno in più in inverno o nella stagione umida.
È l’operazione che impedirà al cotto di assorbire liquidi e quindi di macchiarsi. Il cotto toscano è infatti leggermente poroso - dal 4% al 18% secondo le tipologie - e questa operazione ha la finalità di renderlo idrorepellente, cioè di impedirgli di assorbire liquidi. Oggi si trovano prodotti specifici. Al riguardo, rivolgersi da chi vende il cotto, e seguire le istruzioni dell’etichetta. Si versa normalmente il prodotto specifico in un secchio e con una pennellessa si passa tutta la superficie stendendolo sempre nella stessa direzione, staccando il pennello alla fine della mattonella, dove c’è la fuga. Si compie poi analoga operazione, pennellandolo questa volta a 90 gradi rispetto alla precedente. Far attenzione che l’impregnante sia dato uniformemente e senza formare schiuma. Date così due mani, l’operazione è conclusa. Basterà ora attendere circa 1 o 2 giorni per l’ultima operazione, la ceratura.
La cera cremosa o liquida potrà essere neutra - cera bianca -, o cera rossa o marrone scuro: nel primo caso si manterrà inalterato il naturale colore del cotto, secondo si otterrà una sensazione di invecchiato, come d’antico. Si potrà stendere la cera con una pennellessa o con uno straccio. Per questa prima volta è opportuno abbondare, il pavimento è secco e tende ad assorbire di più. Si potrà poi, volendo, lucidarlo con la lucidatrice o con uno spazzolone. Il pavimento così trattato è pronto e finito per durare a lungo senza problemi. Basterà d’ora in poi, passarlo con uno straccio inumidito di cera o lavaincera ogni tre/quattro settimane.
Un’imitazione perfetta con in più il grande vantaggio che il Cotto Antico costa molto meno rispetto al fatto a mano. Con questo cotto il grande sapore della tradizione del cotto fatto a mano è oggi davvero alla portata di tutti. Ideale per sottotetto, dà risultati bellissimi anche come pavimento.
Produzione di Cotto Toscano
Pavimenti, rivestimenti, tetti e coppi in cotto Cotto Roofing
terracotta floors and Romana cover Cotto in Toscana
La novità forse più bella, perché si ispira alla magia del cotto fatto a mano e ne ripropone tutte le caratteristiche: superficie non uniforme, aspetto stonalizzato, spessore importante.
Un cotto che traccia un legame forte con la fornace di un tempo da cui, non a caso, prende il nome, Cotto di Fornace. |
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