È il cotto che ripropone con assoluto rigore la vera tradizione dei vecchi fornaciai di Toscana: i soli ingredienti l’argilla e le braccia dell’uomo. Nient’altro.
L’effetto di questo manufatto non è facilmente descrivibile perchè dato da sensazioni tattili e cromatiche allo stesso tempo. Le prime dovute alla superficie ruvida e mossa, a volte screpolata, le seconde a quel colore ora rosso, ora rosa che varia da pezzo a pezzo. Un prodotto dunque dal fascino incredibile, che solo l’amore di un artigianato nobile ed attaccato fino all’inverosimile alla propria tradizione, può pensare di proporre.
1. La sabbiatura, perchè l'argilla non si attacchi al fondo.
2. Si prende l'argilla, resa omogenea ed a giusta umidità.
3. La schiacciatura, per conferire la giusta compattezza.
4. Si toglie la parte di argilla in eccesso.
5. Ultimi ritocchi.
6. La lisciatura a mano, che precede la rifilitura, per staccare l'argilla dal telaio.
7. Si toglie il telaio in ciliegio.
8. L'ultima operazione prima della cottura, la rasatura lungo i bordi.
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