SECONDO LA TRADIZIONE TOSCANA

IL TRATTAMENTO DEL COTTO

All’interno

Quando e come si fa il trattamento? Deve aver inizio circa un mese dopo la posa del cotto “a malta” e una settimana se il cotto è posato a colla. Tre sono le operazioni: lavaggio, impermeabilizzazione e ceratura finale. Vediamole da vicino.

All’esterno

Solo il lavaggio, evitate assolutamente impermeabilizzazione e ceratura. Nessun reclamo e nessuna contestazione saranno accettate per pavimenti trattati in esterno.

Il lavaggio

Il lavaggio serve a togliere completamente gli eventuali residui di cemento e di quant’altro si può formare nel corso dei lavori successivi per la finitura della casa. Si versi in un secchio 3 parti di acqua e una di acido o si utilizzino prodotti specifici, che si trovano facilmente in commercio. È bene usare guanti di gomma – la soluzione è acida – e strofinare il pavimento o con una paglietta acrilica o con uno spazzolone e straccio. È opportuno che la soluzione acida non stia molto a lungo sul cotto – non più di mezz’ora -. Sciacquare dunque la parte trattata con acqua abbondante, per eliminare l’effetto acido, ed asciugare con uno straccio. Nel caso di ambienti grandi, è consigliabile eseguire il lavaggio in due o più parti separatamente. L’operazione è così conclusa. Prima di passare alla fase successiva, accertarsi che il pavimento sia ben asciutto. Ci vorrà, d’estate o nel caso si possa scaldare l’ambiente, circa una settimana. Qualche giorno in più in inverno o nella stagione umida.

L’impermeabilizzazione

È l’operazione che impedirà al cotto di assorbire liquidi e quindi di macchiarsi. Il cotto toscano è infatti leggermente poroso – dal 4% al 18% secondo le tipologie – e questa operazione ha la finalità di renderlo idrorepellente, cioè di impedirgli di assorbire liquidi. Oggi si trovano prodotti specifici. Al riguardo, rivolgersi da chi vende il cotto, e seguire le istruzioni dell’etichetta. Si versa normalmente il prodotto specifico in un secchio e con una pennellessa si passa tutta la superficie stendendolo sempre nella stessa direzione, staccando il pennello alla fine della mattonella, dove c’è la fuga. Si compie poi analoga operazione, pennellandolo questa volta a 90 gradi rispetto alla precedente. Far attenzione che l’impregnante sia dato uniformemente e senza formare schiuma. Date così due mani, l’operazione è conclusa. Basterà ora attendere circa 1 o 2 giorni per l’ultima operazione, la ceratura.

La ceratura

La cera cremosa o liquida potrà essere neutra – cera bianca -, o cera rossa o marrone scuro: nel primo caso si manterrà inalterato il naturale colore del cotto, secondo si otterrà una sensazione di invecchiato, come d’antico. Si potrà stendere la cera con una pennellessa o con uno straccio. Per questa prima volta è opportuno abbondare, il pavimento è secco e tende ad assorbire di più. Si potrà poi, volendo, lucidarlo con la lucidatrice o con uno spazzolone. Il pavimento così trattato è pronto e finito per durare a lungo senza problemi. Basterà d’ora in poi, passarlo con uno straccio inumidito di cera o lavaincera ogni tre/quattro settimane.